PERCHE’ SCRIVERE DI TAROCCHI, CRESCITA PERSONALE ED ARTE?

Troppo spesso mi trovo di fronte clienti ed operatori che fanno un uso molto “occidentale” di qualsivoglia strumento oracolare.

Mi spiego meglio.

La nostra cultura ci ha abituati ad un’indagine (filosofica, psicologica, storica) basata su un principio di stretta causalità, un meccanicismo dove qualsiasi manifestazione trova la sua causa diretta e ciò che l’ha preceduta: una forma di eziologia (già criticata da A. Adler all’interno del circolo della psicanalisi classica) che pone gli eventi in sequenza meccanica.

La cultura orientale, invece, con la sua attenzione alla sincronicità, apre il campo delle possibilità a 360° e fornisce all’essere umano un grande potere su se stesso e, di conseguenza, una grande responsabilità.

 Molti esimi ed illustri autori della psicologia del profondo (come Jung, Hillman, Jodorowsky) hanno abbracciato, pur da occidentali, questi concetti, ponendosi però non in opponenza al mondo scientifico, bensì in modo da fungere da complemento a quella visione causale ed eziologica. 

Il mondo della scienza e del progresso tecnologico non è quindi in antitesi al mondo olistico o all’approccio “sincronico” nell’analisi dell’essere umano. Ci troviamo immersi in un mondo duale, dove ogni componente della nostra realtà ha necessità di collocarsi in uno dei due poli. A mio avviso, questo non può e non deve condurci ad una visione divisiva e faziosa di una materia tanto inafferrabile come quella umana.

Non di rado mi imbatto in domande che tendono un po’ a questa visione “polarizzata”, riguardo il mio lavoro.

Ad esempio: “Ma quindi, tu credi nell’astrologia? Nei tarocchi?” Per il mio punto di vista tali questioni non hanno senso di essere: il “caso” che ti conduce a trovare un collegamento fra un aspetto del tuo carattere e, ad esempio, un transito planetario in particolare, o semplicemente l’associazione di esso ad un Arcano dei tarocchi, non può essere considerato come valore assoluto in un raggio ristretto di significati, non può e non deve venire incasellato come dato scientifico. Da parte di un ricercatore serio non sarà mai possibile questa devozione cieca ed univoca ad un tale principio. Quello che il mondo dell’esoterismo e della ricerca sulla crescita personale attraverso strumenti olistici, vuole far comprendere al mondo, è che non possiamo definire una sola realtà tangibile: di quella possono e devono continuare ad occuparsene scienziati, ingegneri, medici e tecnici, che sono fondamentali al progresso dell’umanità. Il campo non percepito, i mondi sottili, però, non vanno trascurati per un cieco e prepotente razionalismo: imparare a leggere dentro di sé, trovare una o più chiavi che aprano la serratura della nostra anima, è un dovere altrettanto urgente, soprattutto negli ultimi anni in cui anche le religioni hanno perso quel ruolo di “posto al sicuro” per la maggior parte della popolazione.

Quindi, per tornare alla nostra domanda, non si tratta di “credere” nell’astrologia, nei tarocchi, negli oracoli, ma piuttosto di farne un uso consapevole, coerente con noi stessi e, soprattutto, “catartico”; affinché qualunque realtà interiore trovi fuori di noi il suo posto, trasformata.

L’arte, con la sua straordinaria soggettività e sincronicità è il mezzo che meglio si avvicina a fornirci ulteriori strumenti per utilizzare ciò che gli oracoli ci consegnano. L’approccio artistico alla tarologia (così come a tanti altri strumenti che io stessa utilizzo) è quindi un utile complemento ad un’indagine seria su se stessi e ad un impiego concreto dei concetti e delle chiavi, che altrimenti rimarrebbero confinati nel mondo del sogno, dell’inconscio, della notte.

Del resto lo stesso Jung (in Psicologia e Alchimia) accosta il lavoro degli antichi alchimisti, della trasformazione della materia grezza in nobile, al lavoro psicologico, alla guarigione e oggi, nella società contemporanea, forse il luogo più simile a quella fucina alchemica è proprio lo studio d’artista. È qui che oggi può avvenire la nobilitazione delle nostre parti oscure in zone di luce e di colore libero.

Vorrei che il corpo, la mente, l’anima di ognuno di noi diventasse quello studio, quello spazio sacro di liberazione e catarsi, dove il chiaro e seduto vicino allo scuro, il buono stringe la mano al cattivo, il ricco si fa povero, Adamo bacia Eva.