NUMEROLOGIA E TEMI NATALI

Uno degli strumenti primari di cui mi servo per tracciare una linea di partenza per i miei trattamenti in studio, è il tema natale numerologico. Qualunque tema natale (sia esso astrologico o numerologico) ci consente di “aprire una finestra” sull’interiorità, andando ad evidenziare punti forti o poco funzionali e permettendoci di disegnare un quadro completo circa le energie presenti nell’individuo.

A cosa serve l’indagine sul tema natale?

Questa prima indagine consente alla persona di osservare in prima persona quali sono gli attori principali del proprio teatro interiore e permette all’operatore di muoversi con cognizione di causa, individuando gli Archetipi principali che entrano in gioco nelle dinamiche di vita meno funzionali.

Ad esempio:

-Perché mi ritrovo a vivere situazioni stagnanti e sempre uguali a sé stesse, che spesso, oltre a generare loop di avvenimenti poco gradevoli, si accompagnano a sintomi fisici di diversa entità?

Il mondo della psicologia Transpersonale (Roberto Assagioli) e di quella Archetipica (James Hillman) ci indicano strade interessanti per il foriere di grandi scoperte su sé stessi.

“L’uomo è un microcosmo legato al macrocosmo da una corrispondenza simbolica. Ciò che avviene nel mondo dei fenomeni avviene anche nel mondo degli Archetipi. Ogni cosa creata presenta una corrispondenza con il modello originario che rimane celato nell’inconscio. Il simbolo è come un ponte, un veicolo che crea corrispondenze tra il microcosmo e il macrocosmo. L’inconscio collettivo è il cosmo inconscio nel quale brillano le splendenti costellazione degli Archetipi. Jung ci dice che il simbolo non spiega nulla ma proietta oltre se stesso l’intuizione di un significato oscuramente presentito, che nessuna parola, nessuna lingua potrebbe esprimere in modo adeguato. Il simbolo può essere assimilato a un cristallo, frammento vivente del nostro essere in continua metamorfosi. Usato come strumento per la meditazione, un simbolo illumina la traiettoria che il nostro Sè ci sta indicando per evolvere. Un’altra funzione del simbolo, come scrive Jung è l’integrazione di due realtà contrapposte.” (1)

Allora ogni numero-archetipo individuato nella persona, può condurci alla conoscenza dei disegni nascosti del Sé, che spesso, proprio perché non conosciuti e non visti, prendono vita in una specie di corrente autonoma, generando situazioni sgradevoli e ricorrenti, o, peggio, generando conseguenze di natura fisica.

Il metodo della numerologia è uno dei tanti per entrare in contatto con questo teatro interiore, per mettere ordine rispetto a quello che abbiamo creduto di essere fino ad oggi, in relazione a ciò che siamo davvero. Anche perché, ogni numero (nel metodo di G. Rossetti, da me adottato) ha strette corrispondenze simboliche con immagini e colori, e dunque si adatta alla perfezione al mio ideale di Arte che cura, che sfrutta, appunto, le risonanze e l’emersione di figure interiori.

1. G. Rossetti, A. Ogier, Le carte dei numeri, 1999, edizioni Il punto d’incontro