“Cogito ergo Amo” a cura di Carolina Taverna

I mostri classici, mostruosi nella loro perfezione, attanagliano l’artista nel suo creare? Probabile, sarebbe impossibile pensare all’arte oggi senza essersi scontrati con la grandiosità classica. Dobbiamo inoltre valutare che allo stesso livello c’è un’altra porzione di realtà a prevalere nella loro opera: è quello stesso tipo di perfezione artistica presente in natura, che fu ispirazione di questa mimesis classica. Non se ne può parlare in tutte le correnti artistiche, quando l’inconscio e la sua manifestazione prende il sopravvento, quando il gesto di rabbia, il pensiero o la rivolta fanno la natura dell’opera: sono un altro discorso gli automatismi psichici, l’espressionismo astratto, ma Margherita può solo con questa riproduzione svuotarsi sulla tela, il suo inconscio è libero solo se sviluppato in studi lineari. In una fitta rete creata da geometrie che si ripetono come un ornamento generando la composizione, la libera perfezione della natura trova la sua serena vitalità in un modulo: lo studio è l’anima di queste opere, non solo come ricerca, ma come sfogo personale del suo sentire. Può forse trovare un impiego visivamente più forte e strutturato un sentimento così intenso e crudele da essere espresso nelle geometrie?

La formazione di Margherita è fatta di studio e perfezionamento, prima della storia dell’arte, poi il diploma all’Accademia di Belle Arti in scenografia, il design, tutt’ora alla ricerca di nuove tecniche e in continuo apprendimento. Il romanticismo e i tratti classici sormontati da intrecci simili a miniature gotiche, a volte connotati da un tocco più glamour, creano opere affascinanti calibrate tra linee e pochi colori essenziali per la composizione: piccoli formati, maggiormente A4, davanti ai quali ci si blocca, c’è sempre qualcosa di familiare in loro. Il cuore, l’amore, e il cervello, la ratio, che dominano nella sua ricerca artistica sono il centro della sua produzione: i suoi mandala che rassicurano lo sguardo e se stessa in una dimensione confortante, si sviluppano attorno ad un fiore come alla pietà di Michelangelo, chiaroscuri di sculture classiche perfetti, dettagli di una bravura e del passato studio accademico. Inscritti nei mandala, nella rassicurante circolarità che racchiude il cuore, i versi che lo rendono più vero intenso e protettivo: citazioni che sono dichiarazioni d’amore per ciò che fa e che la spinge a migliorarsi ogni giorno, una ricerca continua del bello, del perfetto, o meglio l’armonia di una ripetizione perfetta. Una giovane artista con il suo animo che muta e che non smetterà di stupirci nei suoi connubi di geometria e forme armoniche, nel districarsi di una ricerca continua.